La residenza fiscale alle Canarie

Al fine di evitare la doppia imposizione, il tema della residenza fiscale è stato regolamentato dalla Convenzione tra l’Italia e la Spagna n.663 del 29/09/1980.

Si considera fiscalmente residente in uno dei due paesi la persona che, in virtù della legislazione di uno dei due Stati, è assoggettata ad imposta in uno di essi a causa del proprio domicilio, della residenza, della sede della propria attività o di ogni altro criterio analogo.

La percezione di un reddito in uno dei due Paesi non è una condizione sufficiente per essere fiscalmente residenti nello stesso; infatti è possibile percepire un reddito in Spagna ma dover pagare le tasse in Italia o viceversa.

Necessario dunque è determinare quale sia il luogo della residenza fiscale.

Si è considerati residenti nello Stato in cui si ha un’abitazione permanente, cioè una casa di proprietà o in affitto, nel caso in cui si disponesse di una abitazione permanente in entrambi gli Stati, si è considerati residenti dove è il centro dei propri interessi vitali, ossia dove le relazioni personali ed economiche sono più strette.

Qualora anche il centro degli interessi vitali fosse in entrambi i Paesi, allora si deve tenere conto di dove si soggiorna abitualmente, ovvero dove si trascorrono i “sei mesi ed un giorno”.

Nel caso in cui si soggiorni abitualmente in entrambi gli Stati o comunque non si soggiorni abitualmente in uno di essi, si è considerati residenti, ai fini fiscali, nello Stato del quale si ha la nazionalità.

In caso di doppia nazionalità, la questione viene risolta di comune accordo dalle competenti autorità dei due Paesi.

Diverso sarà il caso per le persone giuridiche, laddove la residenza fiscale sarà da rintracciarsi nello Stato in cui si trova la sede della propria direzione effettiva.